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Qualche premessa
Qualche premessa 1) La formula mi porterà qua o là, indipendentemente dal mio interlocutore, in quanto la mia percezione è personale e quindi ogni cosa mi si manifesta in modo personale. 2) Quando delle persone si confrontano, per esempio
Qualche premessa
1) La formula mi porterà qua o là, indipendentemente dal mio interlocutore, in quanto la mia percezione è personale e quindi ogni cosa mi si manifesta in modo personale.
2) Quando delle persone si confrontano, per esempio in un dialogo, si tratta di due mondi che vengono a contatto. Direi addirittura due universi. Non c‘è da meravigliarsi perciò se la relazione può essere complessa.
3) Se a una persona Tolle è simpatico e a me risulta antipatico non c'è nulla di strano. Ciascuno ha le sue ragioni. Le reazioni di ogni individuo sono personali davanti a ogni cosa.
4) Personalmente non credo negli imperativi morali. Tanto è vero che me ne frego anche dei 10 Comandamenti.
5) Ritengo di avere un unico imperativo: essere me stesso.
6) Per quanto mi riguarda (come da FORMULA) uso molto le domande chiuse (da VFI), perché consentono di avere risposte rapide; le domande aperte portano facilmente a risposte lunghe.
7) Può succedere che a un certo punto il dialogo sia tale per cui un interlocutore trovi inutile procedere per impossibilità di intendersi.
8 ) Ogni dialogo basato sulle parole necessita che si abbia conoscenza dei significati, per evitare di parlare di cose diverse.
9) Quanto dura un dialogo? Può essere breve o lunghissimo, dipende dal tipo di dialogo. Se occorre un minuto non si può farlo in 59 secondi.
10) Confrontarci noi due su un pensiero di Eckhart Tolle ha i suoi limiti, perché tu e io parliamo della percezione che abbiamo del suo scritto. Quindi stiamo confrontandoci su delle interpretazioni.
11) Io non intendo convertire né convincere nessuno, ma solo esprimere le mie convinzioni.
Provo ad entrare nel merito… con la solita FORMULA sempre presente.
Per esempio mi viene in mente che pare che Tolle sia arrivato a certe cose dopo avere rischiato il suicidio.
Mi chiedo quanto questo abbia inciso sulla sua formazione futura.
Ecco… sto parlando di cose come le percepisco… quindi non posso garantire che quanto dirò sarà vero… posso dire che lo esprimo con sincerità.
Ah, ecco una curiosità… si chiama realmente Eckhart o ha cambiato nome?
Se lo ha cambiato perché lo ha fatto?
Si diventa più credibili se si cambia nome?
Si acquista un potere diverso?
Insomma la domanda a Tolle potrebbe essere: perché hai cambiato nome (ovviamente se lo ha cambiato)?